Tetraidrocannabinolo
Cbd express

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Tetraidrocannabinolo: quali sono davvero i suoi effetti?

Grazie all’atteggiamento orientato ad un’accettazione dell’uso del tetraidrocannabinolo (THC) per motivi medici o ricreativi, l’industria della cannabis continua a crescere.

Il THC è il più importante principio attivo responsabile degli effetti associati alla Cannabis Sativa, una pianta la cui coltivazione allo scopo di ricavare fibre e semi oleosi è praticata in Asia Orientale sin dal 4000 a.C . Da lì si è poi irradiata nelle altri parti del mondo, ed è arrivata nel Vecchio Continente nel 500 a.C. Non tutte le varietà di questa pianta hanno effetti psicoattivi, ma solo quelle contenenti alti livelli di THC.

Di grande interesse è il recente ritrovamento di residui di marijuana ad alto tasso di THC all’interno di un turibolo usato 2.500 anni fa per i rituali funebri nel cimitero dello Jirzankal, in Cina. Ciò testimonia che gli abitanti del luogo fossero a conoscenza degli effetti stupefacenti della canapa e avessero iniziato a selezionare le piante con la più alta concentrazione di THC.

La bubble gum può essere un utile ausilio medico ma a causa degli effetti psicotropi che l’hanno resa la sostanza stupefacente più utilizzata al mondo è da sempre al centro di un accesso dibattito di stampo etico e politico.

La cannabis depotenziata ha un dosaggio di THC che non va oltre lo 0,2%, mentre la presenza di CBD è più alta, in questo modo dà un effetto rilassante senza sballare e può aiutare le persone che soffrono di disturbi del sonno, dolori cronici, artrosi, ansia o depressione ad alleviare i sintomi e ad ottenere un benessere generale.

La biochimica della cannabis

La cannabis contiene centinaia di sostanze naturali di cui circa 60 sono cannabinoidi. Tra questi, il THC è il principale responsabile delle forti esperienze di chi la consuma. Il tetraidrocannabinolo, o delta-9-tetraidrocannabinolo, è una sostanza prodotta dai fiori essiccati di canapa che ha effetti psicotici e che può essere fumata, ingerita come decotto o assunzione di olio oppure consumata per via inalatoria mediante vaporizzatori specifici.

Quando la marijuana Italia è inalata o fumata produce i suoi effetti più velocemente, mentre quando è ingerita, gli effetti appaiono più tardi e sono più intensi e duraturi.

Il tetraidrocannabinolo è una sostanza psicotropa che produce un effetto “stono”, in cui la mente viene distratta da se stessa e per questa ragione è da ascrivere alla categoria delle sostanze dissociative. Tuttavia, a seconda delle dosi e di come la si usa, può essere sfruttata per le sue proprietà benefiche sull’organismo: esistono evidenze cliniche che il THC abbia proprietà antiemetiche (riduce il disagio della nausea e del vomito), analgesiche (allevia il dolore), anticonvulsive, antinfiammatorie e ansiolitiche.

THC: come agisce

Gli effetti del THC si verificano a seguito del suo legame con specifici recettori cannabinoidi: i CB1, situati prevalentemente nel sistema nervoso centrale, e i CB2, che si trovano nel sistema immunitario. La scoperta di questi recettori ha portato gli scienziati ad individuare alcuni cannabinoidi che l’organismo genera naturalmente al fine di regolare numerosissime funzioni, dalla memoria al metabolismo, dal dolore all’appetito. Tra gli endocannabinoidi al momento conosciuti vi sono l’anandamide, la virodamina e l’arachidonoilglicerolo. I fitocannabinoidi presenti nella cannabis mimano gli effetti degli endocannabinoidi legandosi agli stessi recettori.

Quando il tetraidrocannabinolo si lega a questi recettori, stimola il rilascio di dopamina da un’area specifica del cervello (nucleo acubens). Ciò può indurre uno stato euforico, rilassamento, disorientamento spazio-temporale, alterazione dell’olfatto, dell’udito e della vista, ansia e aumento dell’appetito. Tale legame va a impattare sull’umore, sul ritmo circadiano, sulla concentrazione, sull’appetito e sul dolore, causando l’inibizione del segnale doloroso.

THC: effetti stupefacenti

Il tetraidrocannabinolo è il principio attivo comunemente associato agli effetti stupefacenti della cannabis. Si tratta infatti di una sostanza psicotropa capace di alterare lo stato di coscienza di chi la assume. Chiaramente l’uso di bubble gum diventa problematico in relazione al dosaggio. Se assunto in dosi minime, il THC porta ad uno stato euforico lieve e di breve durata accompagnato da un’amplificazione delle risposte emozionali. Al contrario, alti dosaggi possono avere un impatto negativo sull’umore e, specialmente in caso di utilizzo prolungato, possono dare luogo a depressione o aumentare gli impulsi aggressivi.

Si può dire che con l’aumentare del consumo di cannabis aumenti il rischio di ammalarsi di psicosi. È inoltre noto che dopo aver fumato uno spinello si sperimenta una fame insaziabile, detta fame chimica, che induce ad abbuffarsi di cibi dolci e calorici. In aggiunta, l’abuso di marijuana predispone ad un’eccessiva sonnolenza. Conoscere questi disturbi è importante nei Paesi dove stanno legalizzando l’uso della cannabis sia per scopo ricreativo che medico.

La cannabis light

Per cannabis light si intende la marijuana legale, altrimenti nota come “easy joint”, ovvero una variante della canapa con un livello bassissimo di tetraidrocannabinolo che, dopo il via libera definitivo alla legge n. 242 del 2016, può essere prodotta e commercializzata in Italia senza alcuna autorizzazione. Tali operazioni sono consentite solo se la pianta ha un contenuto di tetraidrocannabinolo che non oltrepassa lo 0,2%.

Qualora la percentuale di THC risulti superiore allo 0,2% ma inferiore alla soglia tollerata (0,6%) l’agricoltore non ha alcuna responsabilità. Nel caso in cui vengano accertate concentrazioni superiori allo 0,6% può essere disposto il sequestro o la distruzione della coltivazione di canapa da parte dell’autorità giudiziaria.

Per coltivare la pianta nel settore florovivaistico, è necessario rispettare le regole previste dalla legislatura. Per esempio, è necessario conservare il cartellino dei semi piantati e la relativa ricevuta d’acquisto. La legge 242/2016 promuove la coltivazione della canapa da parte degli agricoltori per scopi industriali (prodotti alimentari, materiali isolanti, cosmetici, fibre tessili, ecc.), ma vieta l’uso della marijuana Italia legale attraverso il fumo, indicando che si tratta di un prodotto tecnico da collezione.

In sostanza, la cannabis light, può essere commercializzata liberamente dal rivenditore, ma la responsabilità sull’utilizzo ricade sul consumatore.

È importante specificare che un uso abituale di cannabis legale, sebbene contenga una percentuale bassissima di THC, può far risultare positivi al test antidroga. Si raccomanda quindi di non mettersi alla guida subito dopo aver fumato una canna, anche se legale, perché può portare alla sospensione della patente.

THC ( tetraidrocannabinolo ): benefici della cannabis light sulla salute

La cannabis legale può aiutare i pazienti affetti da malattie neurologiche gravi ad alleviare le proprie sofferenze. Gli studi scientifici sul tetraidrocannabinolo confermano che questo cannabinoide è in grado di alleviare i dolori cronici associati alla sclerosi multipla in quanto riduce la spasticità e la difficoltà a muoversi. In questo caso si dice che l’evidenza è “conclusiva” e quindi la molecola è considerata valida e sicura. Un altro campo in cui l’efficacia del THC è corroborata da un’ampia letteratura scientifica è il trattamento della nausea e del vomito indotto dalla chemioterapia.

Esistono prove dai contorni più sfumati che la marijuana aiuti ad alleviare i disturbi del sonno in persone affette da alcune patologie. Evidenze di un certo peso, ma pur sempre limitate, confermerebbero l’efficacia del THC come stimolante dell’appetito. Recentemente l’approccio medico si è aperto all’uso di cannabis terapeutica per combattere la perdita di peso nei pazienti oncologici, anoressici e affetti da AIDS, nei quali il senso di fame è spesso compromesso.

Sembra inoltre che la marijuana possa servire a ridurre i tic motori nella sindrome di Tourette e che, in virtù delle sue proprietà calmanti, sia efficace nel trattamento del disturbo dell’ansia. A differenza della cannabis legale, la cannabis terapeutica viene prescritta con dosaggi che vanno ben oltre lo 0,2% ed è quindi un farmaco a tutti gli effetti. Per rendere l’idea, il Bedrocan ha una concentrazione in THC pari al 22%.

Tetraidrocannabinolo: effetti collaterali

Per quanto riguarda i possibili effetti collaterali del tetraidrocannabinolo, c’è da dire che l’uso di cannabis è meno pericoloso di quello di altre droghe e dell’alcol e lo dimostra il fatto che non esistono casi accertati di morti legate a sola overdose di cannabis. Ma anche se il consumo di marijuana è associato a un rischio inferiore rispetto ad altre droghe non significa che sia innocuo.

Come qualsiasi altra molecola, il THC non è scevro da effetti collaterali. Per prima cosa i fumatori abituali di canne corrono un maggior rischio di ammalarsi di bronchite e di altre malattie respiratorie (catarro, tosse cronica, affaticamento respiratorio, difficoltà a svolgere attività fisica, asma, ecc.). Si devono inoltre considerare le conseguenze avverse del connubio fra consumo di cannabis e tabacco, tra cui il tumore al polmone.

Le ricerche più recenti indicano che l’uso di cannabis durante la gravidanza è associato ad un rischio più elevato di partorire bambini con basso peso alla nascita. Solide evidenze scientifiche mostrano chiaramente che l’uso prolungato e cronico di marijuana conduce ad una parziale perdita delle capacità cognitive (capacità organizzative e progettuali, senso dell’orientamento, ecc.) e può essere un fattore di rischio per lo sviluppo di schizofrenia, una psicosi che si manifesta con allucinazioni uditive, pensieri paranoidi e disorganizzati. Il consumo cronico di marijuana produce danni a lungo termine nelle capacità intellettive; alcune funzioni vengono alterate in maniera temporanea, altre in maniera permanente.

Marijuana legale: concentrazioni di THC e CBD

Se da un lato la cannabis depotenziata è quasi priva di tetraidrocannabinolo, dall’altro contiene il cannabidiolo (CBD), considerato un antagonista del THC perché ne tampona gli effetti psicoattivi. Inoltre una volta assunto ha effetti rilassanti e anti-psicotici, favorisce il sonno, allevia il dolore e ha proprietà ansiolitiche. Pertanto, a differenza del THC, il cannabinolo non ha effetti stupefacenti e non altera lo stato di coscienza, ma serve ad evitare gli effetti collaterali del suo antagonista. Inoltre, sulla base delle conoscenze scientifiche finora acquisite, il CBD non provoca alcun aumento del desiderio di cibi dolci e ipercalorici e, anzi, aiuterebbe ad assimilare meglio il cibo.

In Italia è possibile acquistare solo cannabis che presenti precise concentrazioni dei due principi attivi: se da un parte, come spiegato precedentemente, il THC deve presentare un tasso inferiore allo 0,2%, dall’altra il CBD non deve superare il 4%. Questa particolare combinazione di elementi ha un effetto positivo soprattutto per i pazienti neurologici o anche oncologici. Non provoca sballo, ma un senso di relax che può migliorare la qualità della vita. Secondo gli esperti, infatti, la marijuana legale ha un’azione miorilassante, antiepilettica, antinfiammatoria e antiossidante.

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