Quanto rimane il THC nelle urine?
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Per quanto tempo resta il thc nelle urine? Ecco cosa bisogna sapere

Devi sottoporti prossimamente ad un test anti droga e non sai per quanto restano le droghe nel sangue e nelle urine? Stai cercando dei consigli e dei metodi per ripulire il tuo corpo da questo principio attivo della cannabis prima delle analisi? Oppure sei un consumatore abituale di cannabis e stai per accettare un lavoro che prevede periodici controlli e vuoi solo sapere come regolarti? Qualsiasi sia il tuo caso, in questo articolo troverai tutte le risposte che stai cercando, esposte in maniera chiara ed esaustiva.

Attualmente nel mondo la maggior parte dei Paesi hanno un atteggiamento proibizionista nei confronti della cannabis, e questo li induce spesso ad effettuare controlli sui cittadini, sia maggiorenni che minorenni, per diversi motivi ed inseguito a diverse situazioni. Negli stati dove invece la cannabis è tollerata o legale i controlli sono minori, essendo la sostanza legale e regolamentata, e spesso sono effettuati solo a scopo scientifico o per alcuni lavori e mansioni che richiedono soggetti completamente sobri e sani (come gli autisti e i piloti di aerei, che non devono mai avere thc nelle urine).

In generale quando si viene sottoposti a dei controlli di questo tipo è perchè spesso il soggetto è stato fermato da un posto di blocco delle Forze dell’Ordine e si sospetta che sia alla guida sotto effetto di stupefacenti, o a volte anche solo in possesso di essi, e in caso di esito positivo si incorre in sanzioni amministrative salate e reati penali. Nella minoranza dei casi invece questi controlli vengono effettuati sui minori sotto la volontà dei genitori, che magari sospettano che il proprio figlio faccia uso di cannabis, oppure in casi in cui la persona in questione è un ex-tossicodipendente e deve sostenere degli esami per verificare la veridicità del suo percorso verso la disintossicazione.

Inoltre è importate ricordare che per ripulire il proprio corpo dal principio attivo della cannabis non ci sono metodi approvati e corroborati scientificamente, ma solo studi sperimentali condotti su alcuni soggetti che erano consumatori di cannabis abituali, saltuari oppure che non lo erano affatto. Il miglior metodo per smaltire thc è ovviamente interromperne immediatamente l’assunzione, ma non sempre questo è sufficiente per garantire un esito negativa alle analisi. Vedremo dunque alcuni modi per purificare il proprio corpo più rapidamente, anche se non possiamo garantirne sempre la loro efficacia, che dipende da soggetto a soggetto.

THC urine e nel sangue: la durata della permanenza varia a seconda del soggetto.

Se si possono dare dei consigli generali su come smaltire più velocemente il thc, non possiamo però fare lo stesso quando si parla delle tempistiche di ritenzione del cannabidiolo che tanto ci sta a cuore. Infatti ogni organismo ritiene il thc in tempi diversi, perchè questo viene smaltito dal metabolismo, che come sappiamo è diverso per ognuno di noi. Prima di avventurarci in questo discorso dobbiamo quindi conoscere meglio come il thc si leghi al nostro organismo e come successivamente lo espella.

Questo principio attivo è conosciuto per la sua liposolubilità, quindi ha la tendenza ad immagazzinarsi nel tessuto adiposo del nostro corpo. Successivamente al suo ingresso nell’organismo subisce la classica filtrazione renale, per poi riversarsi nel torrente ematico e nelle urine per essere gradualmente espulso. Da questo processo si evince che la permanenza del thc nel nostro corpo può essere abbastanza lunga, quanto variabile. I fattori che influiscono sulla durata del periodo di permanenza sono:

  • La quantità di adipociti e quindi la percentuale di massa grassa del corpo. Più sarà alta questa percentuale, maggiore sarà il periodi di permanenza.
  • Lo stile di vita, la dieta e la quantità di liquidi assunti
  • La quantità di cannabis che viene consumata;
  • Ma soprattutto anche la frequenza del suo consumo.

 

Cercando di fare una media fra questi fattori, possiamo affermare con sufficiente precisione che le tracce di thc nelle urine di un consumatore saltuario sono visibili fino a un massimo di 8 giorni dall’ultimo consumo, per un consumatore regolare ( massimo 4 volte alla settimana) il thc è rintracciabile fino a 20 giorni, mentre per un fumatore cronico (consumo giornaliero e reiterato più volte al giorno) i giorni possono diventare 30-50 se si consuma una volta al giorno, ma anche 90 se la si fuma più volte nell’arco di 24H.

Le diverse tipologie di test antidroga a cui si può essere sottoposti.

Esistono diversi modi per poter rintracciare la presenza di THC nel nostro organismo, alcuni molto famosi e pratici come le analisi del sangue, del capello e delle urine, altri meno come il test della saliva e delle unghie.

Ognuna di queste analisi riesce a trovare le tracce del principio attivo in tempi diversi, a seconda della necessità di chi ci sta testando. Ad esempio le analisi del sangue sono particolarmente indicate se si vuole trovare un’indicazione recente ed accurata del consumo di cannabis (generalmente vengono fatte dopo un incidente stradale per verificare lo stato di alterazione del conducente coinvolto nello scontro), dato che la durata thc nel sangue è la minore fra tutti i test proposti (fino ad un massimo di 14 giorni, anche se nella maggior parte dei casi le tracce spariscono anche solo dopo 24 ore).

Se invece si è alla ricerca di tracce meno recenti e precise, si ricorre spesso alle analisi delle urine e al test del capello, dove nel primo caso si hanno risultati positivi fino ai 3 mesi, mentre nel secondo si può arrivare addirittura a 6 mesi ed oltre (ricordandoci sempre che questi valori sono sempre variabili in base all’utilizzo del consumatore).

Per quanto riguarda invece i test di saliva e unghie, possiamo dire che questi sono metodi d’indagine secondari e poco utilizzati, dato che forniscono indicazioni pressocchè simili sul periodo di permanenza e sulla precisione dei risultati delle analisi sopracitate.

Come smaltire prima il THC e purificare il corpo? Ecco alcuni pratici consigli.

Siamo arrivati ormai alla conclusione di questo articolo, e forse anche nella sua parte più interessante per coloro che dovranno sottoporsi alle analisi, di cui abbiamo appena parlato in maniera approfondita. I consigli che vi stiamo per dare sono dedicati a coloro i quali sanno di essere troppo a ridosso del test per non passare con esito positivo, e quindi stanno cercando metodi alternativi per cercare di superarlo. Inutile ripetere che l’astinenza dalla sostanza è fondamentale a questo proposito, oltre ad essere l’unico metodo con efficacia dimostrata. Infatti i consigli che vi stiamo per proporre non hanno alcuna validità scientifica comprovata, ma semplicemente hanno l’appoggio di alcuni studi e ricerche indipendenti (specialmente condotti all’estero) e delle esperienze personali di alcuni consumatori che ci sono già passati.

Vediamo dunque una lista delle cose che puoi fare per diminuire le tracce di cannabis nelle urine e il thc nelle analisi del sangue:

  • Il primo consiglio che ti diamo è quello di cercare di perdere qualche chilo prima del giorni del test. Come avrai appreso da questo articolo, il THC si lega bene con il tessuto adiposo del corpo, quindi per eliminarlo più velocemente si deve eliminare anche la massa grassa. Per fare questo ti consigliamo di seguire una dieta più equilibrata e povera di grassi, ma soprattutto ricca di fibre. Le fibre infatti aiutano l’organismo ad espellere i metaboliti tramite le feci e le urine, aiutandoti a purificarti.

 

  • Il secondo consiglio viene da sè, perchè si collega al primo e alla perdita di grasso. Infatti si può perdere massa grassa non solo tramite la dieta, ma anche tramite l’esercizio fisico. Fare sport non solo aiuta a diminuire la tua massa grassa, ma permette anche un’abbondante sudorazione, che è un altro buon metodo per purificare il proprio corpo. Consigliamo a tal proposito sport di tipo cardio, che permettono di sudare molto e bruciare grassi in fretta, come ad esempio la corsa, il crossfit, il pugilato ecc. Bisogna però ricordarsi di interrompere l’attività sportiva qualche giorno prima delle analisi, altrimenti potremmo ancora ritrovare nel campione di urine i metaboliti che abbiamo cercato di espellere.

 

  • I prossimi due consigli che stiamo per darvi riguardano il giorno prima e il giorno stesso dell’esame. Il giorno precedente è consigliabile bere molta acqua (circa due litri), soprattutto nelle ore serali, in modo da riuscire a diluire temporaneamente il tasso di THC contenuto nelle urine. Questo metodo però può portare con sè dei problemi, perchè vi farà consegnare un campione di pipì troppo diluito, bianco nel colore, ma soprattutto povero di creatina (e quindi sospetto). Per risolvere questo problema è consigliabile fare diversi pasti a base di carne rossa nei giorni precedenti al test, oppure assumere della creatina in polvere, mentre per il colore delle urine sarà sufficiente assumere della vitamina B2 qualche ora prima delle analisi, riportandole a un colore più naturale.

 

  • In ultima istanza, eccoci arrivati al fatidico giorno dei test. Se si tratta delle analisi delle urine, il nostro consiglio è quello di urinare almeno due volte prima di andare a fare i test e quindi consegnare la terza dose giornaliera. Le prime urine sono infatti le più ricche di metaboliti, quindi potenzialmente quelle più pericolose per l’esito delle tue analisi. Inoltre, mentre stai riempiendo il campione da consegnare, ricordati sempre di non offrire la prima parte del getto di urina, e nemmeno l’ultima, che sono sempre le più sporche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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