infiorescenze
Cbd express

Cbd express

infiorescenze ( cannabis light)

Infiorescenze di canapa

La cannabis light si estrae dalle infiorescenze femminili di Cannabis Sativa in quanto particolarmente ricche di cannabidiolo che, oltre ai numerosi effetti benefici su vari organi, contribuisce anche a neutralizzare le conseguenze psicotrope provocate dal tertaidrocannabinolo.

Il THC infatti è responsabile dell’effeto stupefacente della canapa, soprattutto se assunto a dosaggi elevati.
Il meccanismo d’azione del CBD quindi consente l’uso della marijuana legale poiché neutralizza gli effetti dannosi del THC, comunque presente in concentrazioni estremamente contenute.
L’assunzione di questa sostanza induce uno stato di rilassamento generalizzato che, a seconda dello stato fisico del soggetto, può mostrare un differente grado di efficacia.

Tipi di infiorescenze

La cannabis light comprende le infiorescenze di marijuana contenenti una percentuale di THC dello 0,2%, anche sono ammessi casi in cui tale percentuale sia più elevata, ma mai superiore allo 0,6%.
Di solito vengono selezionate le infiorescenze migliori, coltivate senza additivi chimici e comunque rispettando tutti i requisiti di sicurezza agricola
Il raccolto avviene a mano, senza alcun procedimento di alterazione o di tritatura.

Esistono due differenti tipologie di infiorescenze:

– canapa sativa;
– canapa indica.

La canapa sativa cresce in zone calde, in paesi come Messico, Colombia, India e Thailandia; il suo ciclo vitale è piuttosto lento poiché richiede almeno dodici settimane per crescere.
Caratterizzate da un elevato standard qualitativo, le infiorescenze di canapa sativa trovano largo impiego anche per scopi terapeutici.

La canapa indica proviene da coltivazioni in Afghanistan, India e Pakistan e rappresenta la scelta d’elezione per chi predilige la coltivazione indoor poiché il suo ciclo biologico d’accrescimento è molto breve (sei settimane), anche se le piante hanno dimensioni minori.
Le infiorescenze di canapa indica mostrano un contenuto di CBD nettamente superiore rispetto a quelle di canapa sativa.

Caratteristiche del THC

Il tetraidrocannabinolo è un principio attivo appartenente alla categoria dei fitocannabinoidi; si tratta di un composto psicotropo prodotto dalle infiorescenze femminili della cannabis, che può venire inalato tramite vaporizzatore oppure fumato.
L’attività farmacologica di questa sostanza deriva dal suo legame con i recettori cannabinoidi di tipo CB1 e CB2, localizzati soprattutto a livello del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario.

Pertanto le principali azioni della molecola sono riferibili al controllo da parte del sistema nervoso su numerosi organi ed apparati innervati, ed alla modulazione delle risposte immunitarie dell’organismo.
Il THC funziona come parziale agonista sulle strutture recettoriali poiché ne innesca un’incompleta attivazione; la presenza di tali recettori a livello encefalico ha portato ad ipotizzare la teoria relativa ad una probabile sintesi endogena della sostanza.
Il contenuto di THC nella cannabis light tende a diminuire nel tempo e a perdere la sua attività principalmente in seguito ad esposizione alla luce ed al calore; le foglie conservate diventano infatti inattive dopo 24 mesi.

Meccanismo d’azione del THC

Dopo essersi legato agli specifici recettori, il THC provoca il rilascio di dopamina, un neuromediatore coinvolto nella maggior parte dei processi metabolici; le conseguenze che si osservano sono riferibili ad una netta modificazione del comportamento, con insorgenza di euforia, alterazione delle percezioni spazio-temporali, rilassamento, modificazioni sensoriali (uditive, visive ed olfattive), disorientamento, stanchezza ed ansia.

Si tratta di fenomeni inerenti ad una modificazione funzionale dei neuroni che subiscono un’inibizione della ricaptazione di dopamina; in questo modo tale neuromediatore tende ad accumularsi a livello delle sinapsi stimolando alcune aree encefaliche.
Attraverso le fibre nervose discendenti dal cervello vengono stimolate le funzionalità degli organi bersaglio, con la manifestazione dei tipici sintomi.
A livello del midollo spinale il THC agisce legandosi ai recettori CB1 e CB2 e limitando la produzione di citochine, molecole coinvolte nei processi infiammatori; come risultato si verifica una diminuzione della percezione degli stimoli dolorosi.

Impiego terapeutico del THC

L’impiego farmacologico del THC è stato utilizzato fin dall’antichità per curare numerose patologie in quanto la canapa veniva considerata come una delle più efficaci piante medicinali.

Attualmente, in diversi paesi, sono commercializzati prodotti contenenti THC che trovano largo impiego per numerosi impieghi terapeutici, tra cui:
– attenuazione di nausea e vomito, soprattutto indotti da chemioterapia, in seguito all’azione sui recettori sensitivi che controllano il centro del vomito;
– attenuazione della sintomatologia dolorosa di varia natura e di differente intensità, provocata dall’azione mediata dalle citochine;
– stimolazione dell’appetito in caso di disappetenza da malattie croniche oppure come manifestazione collaterale del AIDS;
– coadiuvante in alcuni casi di sclerosi multipla in relazione alla sua azione rallentante sulla progressione della degenerazione neuronale;
– effetti terapeutici sull’artrite reumatoide (ed altre malattie autoimmuni) in seguito all’attenuazione dei processi flogistici;
– diminuzione dell’infiammazione in caso di patologie intestinali croniche, come il morbo di Crohn oppure la rettocolite ulcerosa;
– effetti terapeutici su glaucoma, epilessia e leucemia.

Caratteristiche del CBD

Il cannabidiolo è un principio attivo contenuto nella cannabis light, caratterizzato da molte proprietà terapeutiche sia di tipo organico che di tipo psichico.
Si tratta di un cannabinoide che non possiede proprietà psicoattive e che svolge un’azione blandamente sedativa e rilassante a livello del sistema nervoso; grazie alla sua estrema versatilità, trova largo impiego in numerosi ambiti terapeutici collegati al benessere della persona.
Da tempo utilizzato per scopi officinali, questo composto si rivela particolarmente efficace per alcuni disturbi psico-somatici.

Meccanismo d’azione del CBD

Il CBD potenzia l’effetto analgesico del THC, prolungandone la durata d’azione mediante un meccanismo che coinvolge la sintesi di serotonina, considerata uno degli ormoni maggiormente implicati nel rapporto tra dolore e benessere.
La sua efficacia è relazionabile al meccanismo antagonista tramite cui tende a legarsi ai recettori CB1 e CB2 e ad alcuni recettori oppioidi.
Anche per questa molecola sono interessati i neuromediatori che, come per il THC, subiscono delle modificazioni funzionali.

Impiego terapeutico di CBD

Gli impieghi terapeutici del CBD vengono sfruttati in molti settori curativi in quanto il suo raggio d’azione si rivela estremamente ampio, e precisamente:
– riduzione dei processi flogistici che dipende dall’azione antinfiammatoria della molecola;
– attenuazione dei sintomi di patologie cardiache (tachicardia, palpitazioni, extrasistolia) e vascolare (ipertensione arteriosa);
– coadiuvante nelle cure disintossicanti dell’alcolismo, grazie alla sua azione rilassante;
– diminuzione della frequenza di attacchi epilettici, soprattutto in età pediatrica (effetto anticonvulsivante di rimbalzo);
– coadiuvante di molte terapie tradizionali in caso di disturbi psicotici (schizofrenia) e nevrotici (attacchi di panico, sindromi depressive);
– terapia elettiva nella cura della nevrosi ossessiva-compulsiva e del disturbo post-traumatico.

Attualmente il CBD è disponibile in commercio in diverse formulazioni: come liquido da fumare nelle sigarette elettroniche, come cristalli da vaporizzare e sotto forma di olio o pomata per impiego cosmetico.
L’industria cosmetica impiega da tempo le infiorescenze di cannabis che, grazie alle proprietà dei cannabinoidi, si sono rivelate molto efficaci anche contro l’acne e altri disturbi della pelle.
Il CBD infatti contribuisce ad inibire la sintesi lipidica di molecole grasse che rappresentano il principale fattore predisponente per la maggior parte delle affezioni cutanee.

Impiego dei semi di canapa

I semi di cannabis contengono numerosi principi attivi benefici per l’organismo e pertanto trovano largo impiego nell’industria alimentare.
La loro composizione organolettica comprende molte proteine facilmente digeribili, vitamina B e vitamina E, alcuni minerali ed un’elevata percentuale di fibre.
La maggiore ricchezza delle infiorescenze di cannabis impiegate per uso alimentare è rappresentata dal notevole contenuto di acidi grassi omega 3 ed omega 6, composti indispensabili per il benessere dell’organismo.

In queste infiorescenze sono presenti anche amminoacidi essenziali che, non essendo prodotti per sintesi endogena, devono necessariamente venire assunti tramite il regime alimentare.
A livello cellulare si realizza un potenziamento dei processi di sintesi energetica, con conseguente miglioramento dello stato generalizzato di salute dell’organismo.
I semi di cannabis sono inoltre fonte di composti antiossidanti che, agendo a livello dei radicali liberi, contribuiscono a rallentare i processi d’invecchiamento delle cellule.
I semi di canapa contengono circa un 30% di olio, ricchissimo di acidi grassi essenziali, necessari per numerose funzioni metaboliche.

Differenze tra olio di canapa e olio di cannabidiolo

Un utilizzo alternativo della cannabis è quello che prevede l’impiego di olio; l’olio di canapa si usa per usi alimentari e cosmetici grazie alle sue caratteristiche organolettiche.
Contiene infatti un’elevata concentrazione di acidi grassi omega 3 ed omega 6, di steroli e di vitamina E.
Ricavato dalla spremitura a freddo dei semi, il prodotto si presenta grezzo, di colore verde e contenente tutti i principi nutritivi inalterati.

La sua percentuale di acidi grassi omega 3 ed omega 6 rappresenta circa l’80% del totale e pertanto è in grado di apportare notevoli benefici all’organismo.
La presenza di acido linolenico e linoleico contribuisce a rendere tale alimento estremamente prezioso per il metabolismo.
Cento grammi di olio di canapa contengono circa 150 milligrammi di vitamina E, una quantità decisamente elevata che assicura un’efficace azione antiossidante contro i radicali liberi.
Tale caratteristica viene sfruttata soprattutto in ambito cosmetico per contrastare gli effetti nocivi derivanti dal processo di invecchiamento cellulare.

L’olio di cannabidiolo è un cannabinoide che viene utilizzato per molti disturbi sia organici che psicologici.
Trova impiego quasi unicamente per uso dermatologico e cosmetico; le sue principali applicazioni si riferiscono alla cura dei dolori muscolari ed articolari, di affezioni cutanee come la psoriasi e la dermatite aspecifica, e per indurre rilassamento in caso di stress prolungato.
Le infiammazioni dell’apparato osteo-articolare possono venire trattate con olio di CBD che, inibendo la sintesi di citochine, contribuisce a minimizzare la sintomatologia dolorosa che solitamente accompagna i disturbi flogistici.
Tale prodotto non deve sostituire le terapie farmacologiche tradizionali, ma coadiuvarle, sfruttando i principi attivi in esso contenuti.

Tisane con infiorescenze di canapa

Le tisane a base di ( cime di ) canapa sono estremamente efficaci per attenuare gli stati ansiosi, contribuendo ad offrire un effetto rilassante fisiologico.
Le proprietà di queste bevande sono sfruttate anche per facilitare i processi digestivi poiché stimolano la secrezione enzimatica.
Grazie ad alcune molecole presenti nelle tisane di canapa è possibile ottenere una regolazione del tono dell’umore, contrastando la presenza di fenomeni depressivi, di tristezza o di ansia immotivata.
In commercio sono disponibili confezioni di bustine predosate contenenti di solito 25 grammi di prodotto, che deve essere lasciato in infusione in acqua bollente per almeno quindici minuti, prima di venire zuccherato con un cucchiaino di miele.

 

L’aspetto normativo

Con la legge 242 del 2016 è stata legalizzata la produzione industriale della Cannabis (Canapa), ma non la sua coltivazione e l’impiego personale; nel primo caso è comunque autorizzata la produzione agricola di piante contenenti una percentuale di THC (tetraidrocannabinolo) inferiore allo 0,6% e preferibilmente allo 0,2%.
In seguito a tale normativa, attualmente è possibile commercializzare un prodotto chiamato Cannabis Light o Marijuana Leggera, la cui parte più pregiata è costituita dalle infiorescenze che contengono CBD (cannabidiolo), il principio attivo largamente utilizzato per i suoi molteplici impieghi.

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