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Cbd express

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Cannabis e marijuana legale in Italia. La storia e la legalizzazione.

La cannabis  e il suo lungo viaggio.

L’origine della cannabis (fino alla marijuana legale in Italia) è molto lontana, fonti storiche documentano i primi reperti risalenti 10.000 anni fa in Romania e Taiwan per poi diffondersi nelle altre culture. Una cosa interessante è che gli utilizzi erano diversi: c’era chi la fumava, chi la impiegava come medicina, i Fenici invece la utilizzavano per tessere le vele delle navi (cosa che venne emulata anche da Cristoforo Colombo per le sue caravelle) mentre gli Sciti la vaporizzavano inalandone i fumi.

Per vederla arrivare in Europa bisognerà aspettare il 500 a.C., a Berlino, infatti, sono stati ritrovati alcuni semi di cannabis all’interno di un’urna ma non è conosciuto l’utilizzo che se ne faceva.

La cosa certa è che piaceva talmente tanto da provocarne una diffusione rapidissima in gran parte della popolazione, spingendo il Papa a vietarne l’uso nel 1884 ma con scarso successo.
Dalla sua introduzione in europa fino alla marijuana legale in Italia,  è passato più di un secolo.

La storia

Il resto è una storia conosciuta, la cannabis divenne amatissima da intellettuali e artisti, addirittura a Parigi c’era il famoso Club “Mangiatori di hashish” con capostipiti della letteratura come Hugo, Baudelaire e Dumas che passavano le loro notti a fumare e a perdersi nei fumi dei loro voli pindarici.

La cannabis è stata utile anche per tantissime altre funzioni: forse ignori il fatto che la prima Bibbia stampata da Gutenberg fosse stata prodotta con fogli di carta di canapa – idem la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.

Per un periodo l’Italia è stata una delle maggiori esportatrici di Canapa grazie a molte coltivazioni ma il proibizionismo ne decretò il fallimento. La marijuana è stata vietata per moltissimo tempo a causa dei suoi effetti eccitanti, provocando timori e paure nei vari capi del Governo che hanno pensato di vietare la sostanza con risultati vani.

Chi ne ha giovato è stata la criminalità organizzata che ha riversato sul territorio sostanze rischiose e non controllate fino a quando alcuni governi europei hanno reso la marijuana legale.

 

La scoperta del THC e del CBD

Fu Raphael Mechoulam  a scoprire questo principio attivo negli anni ’60. Al tempo la cannabis era illegale e questo costrinse il chimico a effettuare le sue ricerche di nascosto perché la scienza non aveva molta documentazione inerente a questa pianta/droga.

I risultati positivi convinsero il governo israeliano a dargli il benestare, permettendogli così di scoprire i famosi principi attivi della marijuana: THC e CBD. Il suo approccio scientifico è stato molto interessante perché scevro da preconcetti e limitazioni, concentrandosi sul rapporto tra i recettori dell’organismo e la loro attivazione dalle sostanze interne alla cannabis. In pratica non è la marijuana a farti sentire “fatto” ma i recettori stessi del tuo corpo. La maggior parte di essi sono localizzati nel cervello e ciò spiega totalmente tutti gli effetti di questa droga. Mechoulam si è rivelato un vero e proprio pioniere nel suo campo e i suoi studi sono stati fondamentali affinché la ricerca progredisse e svelasse i misteri della cannabis.

 

Gli effetti della marijuana e cannabis legale

La cannabis appartiene alla famiglia delle Cannabaceae e da essa si ricavano tutte le sostanze allucinogene che troviamo nella scena della marijuana.

Le specie più conosciute di marijuana legale sono la Sativa e la Indica, diverse per morfologia e origine. Gli esperti inseriscono però anche una terza specie, la Ruderalis proveniente dalla Siberia ma poco comune in Oriente e Occidente rispetto alle precedenti. Parlando dei suoi principi attivi: sono il CBD e il THC, quest’ultimo ti sarà sicuramente noto se sei un vero amante della marijuana.

Esso si ritrova specialmente nelle foglie e nelle infiorescenze della cannabis ed è il responsabile degli effetti psicoattivi che rendono la cannabis praticamente prendono illegale.

Il THC

Stimola la sintesi della dopamina nel cervello comportando euforia, rilassamento, fame chimica, alterazione della coscienza spazio-tempo e delle funzioni sensitive. Allo stesso tempo il THC è responsabile della diminuzione della sintomatologia dolorosa ed è per questo che viene impiegata in campo terapeutico ma questo è un altro discorso.

Il CBD

È un principio attivo non psicoattivo e va a incrementare le proprietà antidolorifiche del THC, riducendo tutti gli effetti negativi di quest’ultimo su parametri vitali come battito cardiaco e respirazione. Si potrebbe dire che il THC e il CBD siano fratelli agli antipodi, in quanto mentre il primo provoca molti benefici ma anche tanti disturbi come l’ansia e la paranoia, il CBD non induce alcuna modifica dell’aspetto emotivo.

Adesso che conosci gli sviluppi di entrambi i principi, capirai che gli effetti della marijuana non hanno nulla a che vedere con gli effetti della marijuana legale.

Quest’ultima deriva dalla canapa Sativa, vengono scelte le infiorescenze con valori molto bassi di THC, addirittura sotto lo 0,2% con punte massime di 0,6%; al contrario, il tasso di CBD è molto alto (4%).

Il risultato è una cannabis non più stupefacente ( una marijuana legale online) e che viene utilizzata per diversi scopi. Nulla cambia del suo aspetto visivo, è molto simile alla marijuana ( che da molti viene chiamata mariuana ) e ciò che cambia sono i suoi effetti e la sua struttura chimica.

L’Italia ne ha permesso l’uso solamente nel 2016 ( marijuana legale in Italia ), permettendo quindi anche una coltivazione domestica della canapa. L’unica limitazione è che il consumo non deve essere a scopo ricreativo ma prettamente medico o domestico.

Puoi coltivarla e metterla in bella mostra nel tuo salotto, mangiarne i semi proteici, tritarli per una torta o usarla se hai un forte mal di testa ma dimentica di fumarla con gli amici per sballarti, non ci riusciresti mai con la marijuana legale!

 

Legalizzazione cannabis Italia: quali sono le leggi?

La legge di riferimento è la 242/2016 che concede il permesso di coltivare e vendere la cannabis con una percentuale di THC tra lo 0,2 e lo 0,6 %( marijuana legale). La compravendita per uso ricreativo è vietata ed è un reato, chi verrà scoperto sarà costretto a pagare una sanzione amministrativa e, in caso di soggetto recidivo, verrà attivato il ritiro di patente e passaporto. In realtà, la legge 242 non parla di un divieto per uso terapeutico ma questa assenza regolamentare comporta la valenza della legge precedente che ne vieta l’utilizzo ricreativo. Insomma, ci sono ancora tante ombre in merito a questa legge e sarà necessario discuterne ulteriormente in futuro per risolvere e colmare tutte le lacune.

Non è concessa l’importazione della cannabis da zone che non rientrano nei permessi europei come, ad esempio, la Svizzera così come sono vietati eventuali incroci o canape ibride.

Regolamentazione

La liberalizzazione della cannabis italiana è sopraggiunta in un periodo catartico della storia, richiesta a gran voce dalla popolazione per spingere lo Stato a controllare il commercio. Attualmente la cannabis light ( marijuana legale) non provoca alcun tipo di effetto collaterale anche se esistono alcuni rischi a lungo termine causati dall’inalazione della combustione, parliamo quindi di neoplasie maligne oppure patologie legate all’apparato respiratorio e cardiaco.

Potrebbe comportare ripercussioni anche sullo stato di donne incinte in quanto la placenta risponde negativamente al fumo con il rischio di invecchiamento precoce, sofferenza fetale e una serie di dinamiche simili a quelle del fumo. Per quanto riguarda invece la guida, le tracce di THC, seppur irrisorie, possono essere trovate a seguito di un controllo da parte delle forze dell’ordine con un test antidroga. Il consiglio quindi è di usare la cannabis solo in determinati momenti ed evitare quando si è alla guida, in fase di allattamento o gravidanza o in soggetti affetti da patologie cardiache e respiratorie.

 

Come acquistare marijuana legale  in Italia?

L’unico modo che hai per acquistare la marijuana legale in italia è direttamente in un negozio specializzato e da un sito internet che vende semi e prodotti con questa sostanza al loro interno. A volte troverai varietà diverse, con il proposito di soddisfare una tua precisa esigenza in fatto di gusto o profumazione. Ovviamente, questa differenza non va a modificare i livelli dei principi attivi che avranno sempre lo stesso tetto massimo regolato dalla legge.

I semi possono essere utilizzati per la creazione di biscotti, torte, pasta, pane o olio, oppure essere mangiati direttamente. Essi contengono molte proteine, vengono digeriti facilmente e sono ricchi di sostanze nutrienti come l’omega 3 e omega 6 perciò, oltre ad essere buoni, sono anche molto utili per l’organismo. La canapa può essere anche utilizzata in ambito industriale per la produzione di abbigliamento o materiale isolante.

La cannabis light (marijuana legale) induce un effetto analgesico nei confronti di mal di testa, dolori mestruali, articolazioni doloranti, oltre a un aumento di concentrazione e stato di veglia. Tutti gli effetti negativi del THC sono praticamente inesistenti.

Ovviamente è necessario fare una differenziazione tra la cannabis inalata e la cannabis ingerita. Nel primo caso infatti gli effetti sono repentini e si sentono nel giro di pochi minuti mentre invece nel secondo caso avvengono dopo diverse ore in quanto i principi attivi della cannabis devono essere metabolizzati a livello gastrointestinale. Allo stesso tempo è innegabile il fatto che con l’inalazione la sintomatologia duri un massimo di 4 ore mentre con l’ingestione può protrarsi fino a 14 ore.

 

L’italia dopo la legalizzazione della marijuana

Il mercato italiano ha accolto molto positivamente la notizia della cannabis legale ( marijuana legale) sia da consumatore che da venditore. Le aziende che la coltivano, infatti, sono in costante aumento specialmente in mancanza di una legge che regolamenti in maniera precisa la vendita di quest’ultima.

Per lo stato italiano è importante che la cannabis legale venga consumata con un certo criterio e non tratta come mero sballo tra amici, non è una sostanza stupefacente, non è comparabile alle sigarette né tanto meno si tratta di droga, dovrebbe dovrebbe solamente essere un prodotto da collezione, estetico o terapeutico.

Non esistono delle limitazioni che regolamentino il suo utilizzo e non c’è nemmeno un divieto di consumo di cannabis legale per i minori.

Essendo che la cannabis light ha comunque l’aspetto della cannabis normale, dopo un controllo le forze dell’ordine sono costretti a sequestrarla, inviarla a un laboratorio di analisi per accertarsi della sua natura e restituirla qualora i risultati accertassero che il THC presente all’interno delle infiorescenze sia minore dello 0,6%.

Questo atteggiamento rappresenta un deterrente nei confronti degli investitori ma comunque i numeri parlano chiaro: le aziende di canapa industriale sono in aumento e cercano nuovi operai per la crescente produzione. Esistono anche filiere attive impiegate nella produzione di canapa alimentare, cosmetica, edilizia e delle stesse infiorescenze che poi vengono vendute nei punti vendita e nei siti internet specializzati. Insomma, questo settore del mercato a destinato a crescere.

 

Cannabis legale e teraupetica: scopri le differenze

Alcuni tendono a confondere la cannabis legale con la cannabis terapeutica ma c’è una sostanziale differenza: quella legale non viene utilizzata a fini medici. La canapa terapeutica, infatti, ha una concentrazione di THC tra il 7 e il 22%, in netto contrasto con quella legale che a stento può arrivare allo 0,6%. La differenza è anche nella nella modalità di acquisto in quanto la cannabis legale può essere acquistata da chiunque e senza alcun tipo di certificato medico come invece accade normalmente per quella terapeutica. Quest’ultima è disponibile solo ed esclusivamente in farmacia, previa prescrizione medica.

È vero che la canapa light ha degli effetti antidolorifici e può essere utilizzata per terapie blande ma quella terapeutica ha un effetto molto più forte e non sorprende che venga usata da soggetti affetti da malattie osteo-articolari, cancro, ecc.

Il fine del governo è di spingerti a consumare la marijuana in maniera ponderata e per delle cause chiare e specifiche, così da non indurre nell’organismo una sorta di dipendenza.

 

La differenza con gli altri Paesi ( marijuana legale in Italia)

Nell’ottobre del 2018 il Canada ha legalizzato la cannabis anche ad uso terapeutico, permettendo ai cittadini maggiorenni di acquistare la marijuana nei negozi oppure di coltivarla per un massimo di 4 piante. La legalizzazione ha permesso allo Stato di guadagnare 41 milioni di dollari, assicurando nuovi posti di lavoro e versando moltissimo denaro nelle casse.

A distanza di mesi, le questioni negative non ci sono state, anzi! La popolazione ha avuto diversi benefici e non ci sono stati disordini pubblici, frammentando così le paure dei contrari. Pare proprio che si sia avverato ciò che il primo ministro canadese Justin Trudeau disse in occasione del G7: “il proibizionismo è un sistema fallito”. I sostenitori della marijuana legale in Italia come all’estero,  lo dicono da anni che legalizzare la cannabis è l’unico modo per togliere denaro ai criminali, disincentivare l’utilizzo illegale tra i giovanissimi e permettere allo Stato di guadagnare del denaro derivante dalla commercializzazione della sostanza.

Anche altri luoghi come Colorado e Washington hanno legalizzato la cannabis e hanno osservato il fenomeno per capire se fosse effettivamente la scelta giusto. Ebbene, su uno studio effettuato su 3000 adulti fumatori di cannabis, è stato riscontrato che questa sostanza sia stata utilizzata per sostituire farmaci antidolorifici da banco e alcol. I giovani, infatti, preferiscono utilizzare la cannabis per alleviare la sintomatologia dolorosa e il fatto che non utilizzino più gli alcolici ha comportando una diminuzione del numero dei morti annuali per incidenti causati dall’alcol.

Addirittura uno studio condotto dal Centro di Ricerca sulle Droghe ha constatato come ci sia stato una diminuzione dell’uso di cannabis tra  giovani, confermando l’idea di molte persone che il consumo di droga illegale sia incentivato dalla sensazione di adrenalina ed eccitazione legata al proibito e non dalla sostanza in sé.

La legalizzazione

Diventa quindi uno strumento molto potente se opportunamente utilizzata. Ma l’Italia in tutto questo che cosa fa? Purtroppo si muove a piccoli passi ed è indietro rispetto alle tendenze estere.

In Italia è stato emanato il provvedimento “Scuole Sicure” per proteggere i ragazzi dal consumo di droga all’interno della scuola. In poche parole sono stati assunti migliaia di agenti di sicurezza per controllare zaini e armadietti degli studenti e sequestrare eventuale droga. Ovviamente cannabis e hashish erano le più frequenti, per ogni grammo requisito lo Stato ha pagato  €500 comportando quindi una grossa fuoriuscita di denaro dalle casse senza però risolvere effettivamente questo problema!

La criminalità organizzata  ha continuato a spacciare al di fuori delle scuole e i ragazzi hanno capito di dover nascondere la marijuana in altri posti. Il suggerimento del primo ministro canadese non è arrivato all’orecchio degli italiani che continuano a praticare il proibizionismo contro la droga e, a volte, anche contro la cannabis light.

Per fortuna il Governo attuale ha deciso di proseguire dritto verso la “marijuana legale in Italia” e ciò ha comportato che un cittadino italiano possa coltivare in casa fino a 3 piante e detenere 15 grammi di canapa legale in casa (all’esterno solo 5). Si può coltivare la cannabis anche in associazione per un massimo di 30 persone con un totale di 90 piante ma è necessario effettuare una comunicazione alla Prefettura in modo da avere il permesso.

Il percorso del Governo

Un altro punto molto importante è che questo governo ha deciso di attuare una differenziazione tra droghe pesanti e droghe leggere, in passato infatti le pene non erano bilanciate. Fu la legge Fini-Giovanardi ad abolire qualsiasi divario tra droga leggera e droga pesante e questo comportò la legislazione di un pregiudizio.

Questa legge, inoltre, incrementò di moltissimo tutte le sanzioni relative all’utilizzo, alla detenzione e al traffico delle sostanze stupefacenti, comportando un’accentuazione del perbenismo e stigmatizzazione sociale. Oggi invece ci sarà una profonda marcatura che consentirà a chi trasporta o utilizza droghe leggere di avere una pena commisura alla sua gravità.

Uno dei ministri che più di altri si è fatto portavoce in questa battaglia è Matteo Mantero, politico del MoVimento 5 Stelle, che con il nuovo disegno di legge ha difeso i diritti di cittadini pro alla legalizzazione della marijuana legale inItalia  e ha operato contro le posizioni per il proibizionismo della Lega.

Insomma, qualche passo in avanti è stato compiuto ma la marijuana legale in Italia  non ha ancora terminato il suo percorso.

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