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Cannabis e marijuana legale in Italia. La storia e la legalizzazione.

marijuana legale

La cannabis  e il suo lungo viaggio.

L’origine della cannabis (fino alla marijuana legale in Italia) è molto lontana, fonti storiche documentano i primi reperti risalenti 10.000 anni fa in Romania e Taiwan per poi diffondersi nelle altre culture. Una cosa interessante è che gli utilizzi erano diversi: c’era chi la fumava, chi la impiegava come medicina, i Fenici invece la utilizzavano per tessere le vele delle navi (cosa che venne emulata anche da Cristoforo Colombo per le sue caravelle) mentre gli Sciti la vaporizzavano inalandone i fumi.

Per vederla arrivare in Europa bisognerà aspettare il 500 a.C., a Berlino, infatti, sono stati ritrovati alcuni semi di cannabis all’interno di un’urna ma non è conosciuto l’utilizzo che se ne faceva.

La cosa certa è che piaceva talmente tanto da provocarne una diffusione rapidissima in gran parte della popolazione, spingendo il Papa a vietarne l’uso nel 1884 ma con scarso successo.
Dalla sua introduzione in europa fino alla marijuana legale in Italia,  è passato più di un secolo.

La storia

Il resto è una storia conosciuta, la cannabis divenne amatissima da intellettuali e artisti, addirittura a Parigi c’era il famoso Club “Mangiatori di hashish” con capostipiti della letteratura come Hugo, Baudelaire e Dumas che passavano le loro notti a fumare e a perdersi nei fumi dei loro voli pindarici.

La cannabis è stata utile anche per tantissime altre funzioni: forse ignori il fatto che la prima Bibbia stampata da Gutenberg fosse stata prodotta con fogli di carta di canapa – idem la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.

Per un periodo l’Italia è stata una delle maggiori esportatrici di Canapa grazie a molte coltivazioni ma il proibizionismo ne decretò il fallimento. La marijuana è stata vietata per moltissimo tempo a causa dei suoi effetti eccitanti, provocando timori e paure nei vari capi del Governo che hanno pensato di vietare la sostanza con risultati vani.

Chi ne ha giovato è stata la criminalità organizzata che ha riversato sul territorio sostanze rischiose e non controllate fino a quando alcuni governi europei hanno reso la marijuana legale.

 

La scoperta del THC e del CBD

Fu Raphael Mechoulam  a scoprire questo principio attivo negli anni ’60. Al tempo la cannabis era illegale e questo costrinse il chimico a effettuare le sue ricerche di nascosto perché la scienza non aveva molta documentazione inerente a questa pianta/droga.

I risultati positivi convinsero il governo israeliano a dargli il benestare, permettendogli così di scoprire i famosi principi attivi della marijuana: THC e CBD. Il suo approccio scientifico è stato molto interessante perché scevro da preconcetti e limitazioni, concentrandosi sul rapporto tra i recettori dell’organismo e la loro attivazione dalle sostanze interne alla cannabis. In pratica non è la marijuana a farti sentire “fatto” ma i recettori stessi del tuo corpo. La maggior parte di essi sono localizzati nel cervello e ciò spiega totalmente tutti gli effetti di questa droga. Mechoulam si è rivelato un vero e proprio pioniere nel suo campo e i suoi studi sono stati fondamentali affinché la ricerca progredisse e svelasse i misteri della cannabis.

 

Gli effetti della marijuana e cannabis legale

La cannabis appartiene alla famiglia delle Cannabaceae e da essa si ricavano tutte le sostanze allucinogene che troviamo nella scena della marijuana.

Le specie più conosciute di marijuana legale sono la Sativa e la Indica, diverse per morfologia e origine. Gli esperti inseriscono però anche una terza specie, la Ruderalis proveniente dalla Siberia ma poco comune in Oriente e Occidente rispetto alle precedenti. Parlando dei suoi principi attivi: sono il CBD e il THC, quest’ultimo ti sarà sicuramente noto se sei un vero amante della marijuana.

Esso si ritrova specialmente nelle foglie e nelle infiorescenze della cannabis ed è il responsabile degli effetti psicoattivi che rendono la cannabis praticamente prendono illegale.

Il THC

Stimola la sintesi della dopamina nel cervello comportando euforia, rilassamento, fame chimica, alterazione della coscienza spazio-tempo e delle funzioni sensitive. Allo stesso tempo il THC è responsabile della diminuzione della sintomatologia dolorosa ed è per questo che viene impiegata in campo terapeutico ma questo è un altro discorso.

Il CBD

È un principio attivo non psicoattivo e va a incrementare le proprietà antidolorifiche del THC, riducendo tutti gli effetti negativi di quest’ultimo su parametri vitali come battito cardiaco e respirazione. Si potrebbe dire che il THC e il CBD siano fratelli agli antipodi, in quanto mentre il primo provoca molti benefici ma anche tanti disturbi come l’ansia e la paranoia, il CBD non induce alcuna modifica dell’aspetto emotivo.

Adesso che conosci gli sviluppi di entrambi i principi, capirai che gli effetti della marijuana non hanno nulla a che vedere con gli effetti della marijuana legale.

Quest’ultima deriva dalla canapa Sativa, vengono scelte le infiorescenze con valori molto bassi di THC, addirittura sotto lo 0,2% con punte massime di 0,6%; al contrario, il tasso di CBD è molto alto (4%).

Il risultato è una cannabis non più stupefacente ( una marijuana legale online) e che viene utilizzata per diversi scopi. Nulla cambia del suo aspetto visivo, è molto simile alla marijuana ( che da molti viene chiamata mariuana ) e ciò che cambia sono i suoi effetti e la sua struttura chimica.

L’Italia ne ha permesso l’uso solamente nel 2016 ( marijuana legale in Italia ), permettendo quindi anche una coltivazione domestica della canapa. L’unica limitazione è che il consumo non deve essere a scopo ricreativo ma prettamente medico o domestico.

Puoi coltivarla e metterla in bella mostra nel tuo salotto, mangiarne i semi proteici, tritarli per una torta o usarla se hai un forte mal di testa ma dimentica di fumarla con gli amici per sballarti, non ci riusciresti mai con la marijuana legale!

 

Legalizzazione cannabis Italia: quali sono le leggi?

La legge di riferimento è la 242/2016 che concede il permesso di coltivare e vendere la cannabis con una percentuale di THC tra lo 0,2 e lo 0,6 %( marijuana legale). La compravendita per uso ricreativo è vietata ed è un reato, chi verrà scoperto sarà costretto a pagare una sanzione amministrativa e, in caso di soggetto recidivo, verrà attivato il ritiro di patente e passaporto. In realtà, la legge 242 non parla di un divieto per uso terapeutico ma questa assenza regolamentare comporta la valenza della legge precedente che ne vieta l’utilizzo ricreativo. Insomma, ci sono ancora tante ombre in merito a questa legge e sarà necessario discuterne ulteriormente in futuro per risolvere e colmare tutte le lacune.

Non è concessa l’importazione della cannabis da zone che non rientrano nei permessi europei come, ad esempio, la Svizzera così come sono vietati eventuali incroci o canape ibride.

Regolamentazione

La liberalizzazione della cannabis italiana è sopraggiunta in un periodo catartico della storia, richiesta a gran voce dalla popolazione per spingere lo Stato a controllare il commercio. Attualmente la cannabis light ( marijuana legale) non provoca alcun tipo di effetto collaterale anche se esistono alcuni rischi a lungo termine causati dall’inalazione della combustione, parliamo quindi di neoplasie maligne oppure patologie legate all’apparato respiratorio e cardiaco.

Potrebbe comportare ripercussioni anche sullo stato di donne incinte in quanto la placenta risponde negativamente al fumo con il rischio di invecchiamento precoce, sofferenza fetale e una serie di dinamiche simili a quelle del fumo. Per quanto riguarda invece la guida, le tracce di THC, seppur irrisorie, possono essere trovate a seguito di un controllo da parte delle forze dell’ordine con un test antidroga. Il consiglio quindi è di usare la cannabis solo in determinati momenti ed evitare quando si è alla guida, in fase di allattamento o gravidanza o in soggetti affetti da patologie cardiache e respiratorie.

 

Come acquistare marijuana legale  in Italia?

L’unico modo che hai per acquistare la marijuana legale in italia è direttamente in un negozio specializzato e da un sito internet che vende semi e prodotti con questa sostanza al loro interno. A volte troverai varietà diverse, con il proposito di soddisfare una tua precisa esigenza in fatto di gusto o profumazione. Ovviamente, questa differenza non va a modificare i livelli dei principi attivi che avranno sempre lo stesso tetto massimo regolato dalla legge.

I semi possono essere utilizzati per la creazione di biscotti, torte, pasta, pane o olio, oppure essere mangiati direttamente. Essi contengono molte proteine, vengono digeriti facilmente e sono ricchi di sostanze nutrienti come l’omega 3 e omega 6 perciò, oltre ad essere buoni, sono anche molto utili per l’organismo. La canapa può essere anche utilizzata in ambito industriale per la produzione di abbigliamento o materiale isolante.

La cannabis light (marijuana legale) induce un effetto analgesico nei confronti di mal di testa, dolori mestruali, articolazioni doloranti, oltre a un aumento di concentrazione e stato di veglia. Tutti gli effetti negativi del THC sono praticamente inesistenti.

Ovviamente è necessario fare una differenziazione tra la cannabis inalata e la cannabis ingerita. Nel primo caso infatti gli effetti sono repentini e si sentono nel giro di pochi minuti mentre invece nel secondo caso avvengono dopo diverse ore in quanto i principi attivi della cannabis devono essere metabolizzati a livello gastrointestinale. Allo stesso tempo è innegabile il fatto che con l’inalazione la sintomatologia duri un massimo di 4 ore mentre con l’ingestione può protrarsi fino a 14 ore.

 

L’italia dopo la legalizzazione della marijuana

Il mercato italiano ha accolto molto positivamente la notizia della cannabis legale ( marijuana legale) sia da consumatore che da venditore. Le aziende che la coltivano, infatti, sono in costante aumento specialmente in mancanza di una legge che regolamenti in maniera precisa la vendita di quest’ultima.

Per lo stato italiano è importante che la cannabis legale venga consumata con un certo criterio e non tratta come mero sballo tra amici, non è una sostanza stupefacente, non è comparabile alle sigarette né tanto meno si tratta di droga, dovrebbe dovrebbe solamente essere un prodotto da collezione, estetico o terapeutico.

Non esistono delle limitazioni che regolamentino il suo utilizzo e non c’è nemmeno un divieto di consumo di cannabis legale per i minori.

Essendo che la cannabis light ha comunque l’aspetto della cannabis normale, dopo un controllo le forze dell’ordine sono costretti a sequestrarla, inviarla a un laboratorio di analisi per accertarsi della sua natura e restituirla qualora i risultati accertassero che il THC presente all’interno delle infiorescenze sia minore dello 0,6%.

Questo atteggiamento rappresenta un deterrente nei confronti degli investitori ma comunque i numeri parlano chiaro: le aziende di canapa industriale sono in aumento e cercano nuovi operai per la crescente produzione. Esistono anche filiere attive impiegate nella produzione di canapa alimentare, cosmetica, edilizia e delle stesse infiorescenze che poi vengono vendute nei punti vendita e nei siti internet specializzati. Insomma, questo settore del mercato a destinato a crescere.

 

Cannabis legale e teraupetica: scopri le differenze

Alcuni tendono a confondere la cannabis legale con la cannabis terapeutica ma c’è una sostanziale differenza: quella legale non viene utilizzata a fini medici. La canapa terapeutica, infatti, ha una concentrazione di THC tra il 7 e il 22%, in netto contrasto con quella legale che a stento può arrivare allo 0,6%. La differenza è anche nella nella modalità di acquisto in quanto la cannabis legale può essere acquistata da chiunque e senza alcun tipo di certificato medico come invece accade normalmente per quella terapeutica. Quest’ultima è disponibile solo ed esclusivamente in farmacia, previa prescrizione medica.

È vero che la canapa light ha degli effetti antidolorifici e può essere utilizzata per terapie blande ma quella terapeutica ha un effetto molto più forte e non sorprende che venga usata da soggetti affetti da malattie osteo-articolari, cancro, ecc.

Il fine del governo è di spingerti a consumare la marijuana in maniera ponderata e per delle cause chiare e specifiche, così da non indurre nell’organismo una sorta di dipendenza.

 

La differenza con gli altri Paesi ( marijuana legale in Italia)

Nell’ottobre del 2018 il Canada ha legalizzato la cannabis anche ad uso terapeutico, permettendo ai cittadini maggiorenni di acquistare la marijuana nei negozi oppure di coltivarla per un massimo di 4 piante. La legalizzazione ha permesso allo Stato di guadagnare 41 milioni di dollari, assicurando nuovi posti di lavoro e versando moltissimo denaro nelle casse.

A distanza di mesi, le questioni negative non ci sono state, anzi! La popolazione ha avuto diversi benefici e non ci sono stati disordini pubblici, frammentando così le paure dei contrari. Pare proprio che si sia avverato ciò che il primo ministro canadese Justin Trudeau disse in occasione del G7: “il proibizionismo è un sistema fallito”. I sostenitori della marijuana legale in Italia come all’estero,  lo dicono da anni che legalizzare la cannabis è l’unico modo per togliere denaro ai criminali, disincentivare l’utilizzo illegale tra i giovanissimi e permettere allo Stato di guadagnare del denaro derivante dalla commercializzazione della sostanza.

Anche altri luoghi come Colorado e Washington hanno legalizzato la cannabis e hanno osservato il fenomeno per capire se fosse effettivamente la scelta giusto. Ebbene, su uno studio effettuato su 3000 adulti fumatori di cannabis, è stato riscontrato che questa sostanza sia stata utilizzata per sostituire farmaci antidolorifici da banco e alcol. I giovani, infatti, preferiscono utilizzare la cannabis per alleviare la sintomatologia dolorosa e il fatto che non utilizzino più gli alcolici ha comportando una diminuzione del numero dei morti annuali per incidenti causati dall’alcol.

Addirittura uno studio condotto dal Centro di Ricerca sulle Droghe ha constatato come ci sia stato una diminuzione dell’uso di cannabis tra  giovani, confermando l’idea di molte persone che il consumo di droga illegale sia incentivato dalla sensazione di adrenalina ed eccitazione legata al proibito e non dalla sostanza in sé.

La legalizzazione

Diventa quindi uno strumento molto potente se opportunamente utilizzata. Ma l’Italia in tutto questo che cosa fa? Purtroppo si muove a piccoli passi ed è indietro rispetto alle tendenze estere.

In Italia è stato emanato il provvedimento “Scuole Sicure” per proteggere i ragazzi dal consumo di droga all’interno della scuola. In poche parole sono stati assunti migliaia di agenti di sicurezza per controllare zaini e armadietti degli studenti e sequestrare eventuale droga. Ovviamente cannabis e hashish erano le più frequenti, per ogni grammo requisito lo Stato ha pagato  €500 comportando quindi una grossa fuoriuscita di denaro dalle casse senza però risolvere effettivamente questo problema!

La criminalità organizzata  ha continuato a spacciare al di fuori delle scuole e i ragazzi hanno capito di dover nascondere la marijuana in altri posti. Il suggerimento del primo ministro canadese non è arrivato all’orecchio degli italiani che continuano a praticare il proibizionismo contro la droga e, a volte, anche contro la cannabis light.

Per fortuna il Governo attuale ha deciso di proseguire dritto verso la “marijuana legale in Italia” e ciò ha comportato che un cittadino italiano possa coltivare in casa fino a 3 piante e detenere 15 grammi di canapa legale in casa (all’esterno solo 5). Si può coltivare la cannabis anche in associazione per un massimo di 30 persone con un totale di 90 piante ma è necessario effettuare una comunicazione alla Prefettura in modo da avere il permesso.

Il percorso del Governo

Un altro punto molto importante è che questo governo ha deciso di attuare una differenziazione tra droghe pesanti e droghe leggere, in passato infatti le pene non erano bilanciate. Fu la legge Fini-Giovanardi ad abolire qualsiasi divario tra droga leggera e droga pesante e questo comportò la legislazione di un pregiudizio.

Questa legge, inoltre, incrementò di moltissimo tutte le sanzioni relative all’utilizzo, alla detenzione e al traffico delle sostanze stupefacenti, comportando un’accentuazione del perbenismo e stigmatizzazione sociale. Oggi invece ci sarà una profonda marcatura che consentirà a chi trasporta o utilizza droghe leggere di avere una pena commisura alla sua gravità.

Uno dei ministri che più di altri si è fatto portavoce in questa battaglia è Matteo Mantero, politico del MoVimento 5 Stelle, che con il nuovo disegno di legge ha difeso i diritti di cittadini pro alla legalizzazione della marijuana legale inItalia  e ha operato contro le posizioni per il proibizionismo della Lega.

Insomma, qualche passo in avanti è stato compiuto ma la marijuana legale in Italia  non ha ancora terminato il suo percorso.

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Che cos’è il THC?

THC

Il THC delta-9-tetraidrocannabinolo ( con la sua molecola) è il principale e più conosciuto principio attivo della cannabis che, in base alla quantità presente, è in grado di provocare molteplici effetti sia positivi che negativi a chi ne fa uso.

Ti starai chiedendo come viene assunta la molecola di  THC? Ovviamente nella cannabis che è una delle sostanze più utilizzate in tutto il mondo, in particolare il THC viene assunto fumandolo, inalandolo o disciolto in liquidi adiposi (latte, burro ecc).

La cannabis

Deriva dalla pianta della canapa e, più precisamente, dalle sue infiorescenze; essiccandole e trattandole viene ricavata una resina collosa e densa che può essere utilizzata dal consumatore. Le piante di canapa indiana sono di tre tipi diversi e si differenziano per misure della pianta e della percentuale di THC presente, esse sono: sativa, indica e ruderalis, quest’ultima è molto più rara e poco conosciuta rispetto alle precedenti. Ricavare la cannabis è possibile da tutti e tre tipi di piante, cambiando le reazioni provocate dall’utilizzo. Il THC è una sostanza utilizzata per vari scopi, a seconda della concentrazione viene usata per scopi ricreativi (concentrazione più alta) e scopi curativi (concentrazione più bassa).

La marjuana

Rientra nella classificazione delle droghe leggere e per questo, in tutto il mondo, c’è una continua lotta su due fronti: chi vuole legalizzarla, togliendo così buona parte degli introiti alla criminalità organizzata, e chi vuole continuare a reputarla una droga.

 

Chi ha scoperto il THC?

Il principio del THC è stato scoperto da Raphael Mechoulam, Yechiel Gaoni, e Habib Edery, che sono riusciti a isolarlo e studiarlo per la prima volta nel 1964. Erano anni difficili, il proibizionismo imperava e l’uso di marijuana era destinato agli hippie, il cui fenomeno coincise proprio con quel periodo. L’equipe di chimici israeliani riuscì a procurarsi illegalmente la cannabis con il proposito di studiarla con un approccio scientifico, proprio per questo fu il Ministero della Salute a concedergli il permesso per procurarsele ai fini documentativi.

 

Effetti marijuana, tutto ciò che devi sapere

Da millenni la pianta della canapa, e di conseguenza il THC, viene utilizzata a scopi curativi; oggi in molti Paesi sono disponibili medicinali composti sulla base del principio attivo e servono a curare molteplici patologie o ad alleviare alcuni sintomi di malattie più o meno gravi.

Il THC ha proprietà psicotrope, cioè influisce sul sistema nervoso e provoca alcuni effetti, più o meno accentuati a seconda della concentrazione assunta. C’è da sottolineare la differenza tra un uso terapeutico e un uso puramente ricreativo; per quanto riguarda quest’ultimo si può vedere un generale rilassamento del corpo, un’azione analgesica che riduce eventuali dolori, una forte euforia che in alcuni casi può diventare eccessiva, la sensazione che il tempo scorri più lentamente, un aumento della sensazione di fame che coincide con la mancanza della sensazione di sazietà, una maggiore sensibilità sensoriale, una sensazione di sonnolenza ed effetti leggermente allucinogeni.

La presenza di questi effetti è soggettiva e può variare in base a molti fattori come: età, stato psico-fisico, assunzione combinata con altre sostanze psico-attive come alcol e altri fattori che possono alterare gli effetti. Messa in questi termini sembra non ci siano problemi significativi ma in realtà esistono molti effetti collaterali che è bene prendere in considerazione.

 

L’impiego del THC in medicina

I recettori che legano con il principio attivo della cannabis sono localizzati in tutto il corpo umano ma è specialmente l’area del cervello a essere quella interessata, proprio per questo il THC ha forti conseguenze psicoattive. Oltre alle varie sintomatologie conosciute come euforia, eccitazione, aumento della fame e alterazione di tutte le sensazioni legate all’apparato uditivo, olfattivo e gustativo, il THC presenta anche tendenze rilassanti e analgesiche ed è proprio per questo che viene utilizzato in moltissimi medicinali.

In ambito medico viene sfruttato per moltissime patologie come:

  • la sclerosi multipla,
  • la sindrome di Tourette,
  • diverse forme di cancro.

Le proprietà anti-nausea di questo principio attivo lo rendono anche utilizzabile dalle persone con sistema immunitario depresso come gli ammalati di AIDS o i soggetti in chemioterapia. Non sorprende che tantissimi studi ne hanno non solo approfondito la composizione ma anche la presenza di eventuali effetti collaterali. Ci sono stati infatti degli studi sugli animali volti a capire se il THC fosse tossico per l’organismo. Bisogna somministrare delle grandissime quantità di THC per provocare la morte sui piccoli organismi come i ratti mentre per quelli più grandi è stato praticamente impossibile. Un tema che invece è molto dibattuto cosa può provocare il THC a lungo termine su un essere umano. Il THC, comunque, presenta allo stesso tempo, molti effetti positivi sul cervello in quanto trattasi di un neuroprotettore che va a difendere il cervello dalle infiammazioni e dallo stress.

Nonostante molti pensino che il fumo distrugga le cellule cerebrali, in realtà gli scienziati hanno provato che il THC induce la sintesi di nuove cellule comportando quel fenomeno conosciuto come neurogenesi.

 

Gli effetti del THC sulle patologie

Se vuoi approfondire una panoramica di come il THC può essere adoperato a scopo terapeutico devi sapere che può essere utilizzato per: nausea, vomito, anoressia, muscoli spastici, cancro, sclerosi multipla, asma, glaucoma, dipendenze, infiammazione, patologie psichiatriche, morbo di Alzheimer, sindrome di Tourette, neuroprotezione e patologie autoimmuni. Per quanto riguarda il dolore, gli effetti della marijuana sono noti in quanto vanno a diminuirlo con un forte effetto analgesico; proprio per questo molte persone utilizzano la cannabis terapeutica per diminuire il dolore e migliorare la qualità di vita. Per nausea e vomito, il THC riesce ad espletare degli effetti antiemetici così da diminuire la sensazione causata da questo disturbo. Molti studi hanno rilevato gli ottimi risultati su persone affette da anoressia e disturbi alimentari in quanto il THC va a stimolare l’appetito, inducendo quella famosa fame chimica che porta il soggetto a mangiare con gusto e a stabilizzare il peso o a ingrassare di qualche chilo. Per quanto riguarda la spasticità, l’effetto benefico può ridurre sia il dolore che il tremore ed è per questo che i soggetti affetti da sclerosi multipla tendono a utilizzare il THC. Si parla anche di altre patologie legate a questo problema o una lesione del midollo spinale che comporta quindi un forte tremore o parestesia muscolare. Per il cancro viene utilizzato non solo per ridurre il dolore ma anche perché i soggetti in chemioterapia sono fortemente debilitati e quindi necessitano di un supporto e di un aiuto che li spinga a mangiare di più rispetto al normale. Per quanto riguarda l’asma, il THC ha un effetto che dilata i bronchi specialmente quando viene ingerito o vaporizzato. In caso di glaucoma, il principio attivo va a ridurre la pressione che si trova all’interno dell’occhio e protegge quindi il nervo ottico o ne allevia la sintomatologia dolorosa. La particolarità è che per le persone affette da glaucoma funge da elemento terapeutico mentre per i sani rappresenta semplicemente una prevenzione.

Per le patologie autoimmuni

Se sono provocate da un focolaio infiammatorio, la cannabis ha un forte potere in grado di contrastare questa condizione e così diminuire la terapia con i farmaci antinfiammatori. Infatti il THC va a regolare la risposta del sistema immunitario dell’organismo e a ridurre una risposta infiammatoria elevata. Alcuni soggetti rilevano anche dei benefici per curare disturbi di ansia, depressione, disturbi del sonno. In questo caso però è doveroso sottolineare che esiste la possibilità che possa esserci una accentuazione di psicosi in individui tendenti a questo tipo di disturbo perciò è bene fare attenzione. Al momento gli scienziati sono ancora in contrasto su questo argomento. Per quanto riguarda il fenomeno della neuro protezione, il THC va ad attivare un recettore che rallenta il declino cognitivo. Proprio per questo molte persone affette da malattie neuro-degenerative decidono di provare la terapia per rallentare l’andamento della patologia e proteggere il cervello da una serie di problemi come ipossia e convulsioni.

 

Il comportamento del THC all’interno del corpo

Esistono diversi tipi di cannabis legati alle droghe illegali:

– l’hashish che nasce dalle infiorescenze;

– la marijuana che deriva dalle foglie di cannabis seccate all’aria insieme a fiori e gambo;

– olio di hashish con un livello di THC davvero molto alto che in alcuni casi può anche raggiungere il 60%.

In tutto il mondo la cannabis viene chiamata in maniera differente dalla maria in Italia, alla Mary Jane in America, alla ganja in Jamaica, eccetera. Sono comunque tutti i nomi che indicano la stessa sostanza.

Sostanza che si comporta in questo modo: il THC penetra molto rapidamente all’interno dell’encefalo, solitamente le sostanze vengono fermate repentinamente dalla barriera ematoencefalica (quel muro di protezione che protegge l’encefalo e permette alle sostanze tossiche e dannose di non penetrare al suo interno). Questo procedimento non avviene per il THC che riesce quindi ad entrare senza alcun tipo di ostacolo riuscendo a espletare i suoi effetti. Una caratteristica molto interessante è che il THC si propaga anche ad altri organi, specialmente quelli molto grassi. Questo è correlato al fatto che il THC riesce a sciogliersi in una sostanza grassosa ed è proprio questo scioglimento a essere rintracciabile all’interno del liquido ematico anche a distanza di mesi. In poche parole, se hai fumato della cannabis non legale, il tuo corpo conserverà le tracce per 30 giorni e anche più, risultando anche in un’eventuale indagine da laboratorio. È stata compiuta una ricerca che ha marcato la cannabis con delle sostanze radioattive non tossiche per capire il viaggio compiuto dal THC all’interno del corpo. Quello che è stato riscontrato è che ci sono degli organi che il THC preferisce in maniera particolare: potrai sicuramente ipotizzare che si tratti del cervello ma, in maniera più approfondita, sono i gangli alla base del cervelletto a essere molto più sensibili. Non sorprenderti di questo feeling con il cervelletto in quanto è questo ll’organo che orienta il corpo all’interno dello spazio ed è per questo che gli effetti del THC vanno ad alterare la sensazione e la percezione spazio-temporale del soggetto. Altre zone molto sensibili sono il tronco encefalico, l’ipotalamo, il corpo calloso ma anche altre strutture cerebrali legano in maniera particolare grazie a degli appositi recettori. Capire il comportamento del legame tra THC e cervello è molto importante perché va a spiegare tutti gli effetti della cannabis sulle funzioni motorie e logiche. Abbiamo spiegato il legame tra il cervelletto e l’alterazione dell’orientamento ma esiste anche la presenza di recettori nella corteccia che va a influenzare i processi mnemonici e cognitivi dell’individuo che non ricorda determinate nomi o episodi della sua vita così come esistono recettori nell’aria ventromediale, quest’ultima legata alla gratificazione mentale e ciò spiega benissimo il perché fumare THC fa sentire bene i fumatori.

Una volta arrivati al cervello è interessante poi capire cosa succede all’organismo come risposta, quando la cannabis viene fumata infatti si ha un picco di presenza del THC all’interno del sangue nel giro di pochissimi minuti, circa 15 o 20, con un massimo raggiunto dopo 30 minuti. In questo periodo di tempo il soggetto ha una sintomatologia intensa per poi diminuire gradualmente e resistere fino a 3-4 ore. A volte, i sintomi non sono più percepiti nonostante il principio attivo continui a espletare i propri effetti ma sono talmente minimi da non essere più tangibili. Quando l’effetto svanisce, l’individuo, comincia a sentire una grande fame, la famosissima fame chimica che sembra non avere mai fine. Ti è mai capitato di fumare della marijuana? Saprai benissimo che la fame chimica induce quella sensazione continua di appetito che non cessa nemmeno dopo ingenti quantità di cibo.

 

THC e CBD, fratelli e nemici

Potresti pensare che il THC sia l’unico principio attivo presente all’interno della cannabis ma in realtà è il fratello del CBD ovvero un principio attivo che ha il compito di frenare gli effetti eccessivi del THC e di indurre il soggetto ad una veglia così da contrastare la sonnolenza perpetuata dall’altro principio attivo. In questo meccanismo di induzione e arresto, sono molte le aziende che volgono il loro sguardo verso il CBD considerato il vero cannabinoide del nostro secolo. Questo perché è proprio il CBD il principio attivo utilizzato per la famosa cannabis legale. Questa sostanza comporta una serie di benefici per l’organismo senza provocare alcun tipo di variazione psicoattiva. Attualmente sono sempre più le aziende legali e i privati che coltivano piante ibride ricche di CBD e con un contenuto irrisorio di THC, il massimo consentito dalla legge è infatti di 0,6 %. Le proprietà del CBD sono antinfiammatorie e analgesiche, proprio per questo è molto utilizzato per alleviare la sintomatologia dolorosa di moltissime patologie. La combinazione di questi due principi attivi avrà un effetto terapeutico davvero ottimale per i pazienti, considera infatti che la cui marijuana medica ha un quantitativo di THC che varia dal 7 al 22% ed è acquistabile solamente in farmacia, previa prescrizione medica. L’effetto combinato di THC e CBD viene chiamato effetto entourage. Ovvero la combinazione perfetta dei due principi attivi che insieme cooperano per l’espletamento di una serie di effetti. La scienza sta lavorando affinché questa sinergia venga migliorata e ottimizzata così da risultare perfetta per i consumatori.

 

Differenziazione tra i vari tipi di marijuana legale

Ad oggi esistono due tipi di marijuana che puoi avere: legale e terapeutica.

THC nelle analisi del sangue Quest’ultima ha un contenuto di THC che può arrivare al 22% ed è utilizzabile solo qualora tu avessi una patologia importante. Serve la prescrizione medica ed è reperibile solo in farmacia.

La cannabis legale ha un tasso di THC davvero irrisorio, parliamo di punte dello 0,6% secondo i limiti di legge.

La cannabis legale puoi acquistarla in qualsiasi negozio web o reale ma presta attenzione perché puoi detenere solo 15 grammi in casa e 5 all’esterno.

Potrai anche coltivare la cannabis light in casa per un massimo di 3 piante. Tutte queste limitazioni sono chiare: l’intento del governo è di vietare l’uso a scopo ricreativo, stimolare l’acquisto di una cannabis controllata e priva quasi del tutto di THC in modo da eliminarne gli effetti psicoattivi.

Al momento questa dinamica è ancora in fase sperimentale, la legge è stata infatti approvata solo nel 2018 e ha diverse lacune.

Anche gli effetti della marijuana legale sono diversi rispetto a quella classica, sono da provare in quanto risultano essere utili per la cura di malesseri leggeri come emicrania e dolori da ciclo mestruale, oltre ad attivare lo stato di all’erta dell’organismo. In poche parole, ti sentirai più sveglio e concentrato, senza sentirti stordito o peggio. Meglio non sottovalutare la cannabis light, la vera scoperta del secolo e una sicurezza per il futuro.